Picnic: il momento giusto
Con l’arrivo della bella stagione, iniziamo ad avere voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta e, perchè no, a organizzare qualche picnic.
La location è perfetta: un bel prato verde, proprio come quello che colora i nostri splendidi giardini pensili.
E tutto ciò che ci serve lo troviamo all’IperTosano.
A iniziare dal cibo: oltre a quello confezionato, il reparto gastronomia presenta dei piatti pronti da consumare.
E poi ci sono piatti, posate e bicchieri che, dopo l’uso possono essere riciclati.
Ma vediamo insieme cosa significa fare un picnic.
La storia del picnic
In realtà il nome picnic è un termine che arriva dall’inglese all’italiano, dove si diffonde nei primi vent’anni del 1800.
A dire il vero, anche gli inglesi hanno preso il termine da un altro popolo e, più esattamente, dal francese.
Il nome originale infatti è “piquenique” e sta a indicare qualche cosa di piccino da spizzicare, un’usanza che si è diffusa a inziare dal 1800 quando la moda invitava tutti a fare delle gite nella natura e a mangiare all’aria aperta.
Prima erano eventi in cui gli ospiti portavano qualche cosa da mangiare o da bere, non necessariamente all’aperto.
Ma poi la voglia di uscire e stare fuori anche per pranzo ha preso il sopravvento e, anche in Italia è diventata motivo per fare passeggiate fuori porta.
Una moda che ha portato anche alla creazione di aree apposite per fare i picnic, con tavoli e panche di legno.
E via di colazioni, merende e pasti al sacco. In realtà il picnic vero e proprio richiede una bella tovaglia stesa sul prato, possibilmente a quadretti come da tradizione.
E poi ci si accomoda per terra, prendendo vivande, posate, bicchieri e tovaglioli da un capiente cestino in vimini creato appositamente.
Natura, relax e vettovaglie sono alla base di momenti conviviali all’aria aperta che, anche oggi, traformano una giornata in un bel momento in compagnia.