La scopa: una storia che inizia dai ramoscelli

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Quasi ogni giorno usiamo la scopa per rimuovere briciole, polvere o qualsiasi cosa che si posi sul pavimento. Nasce dal latino “scopae” che si riferisce ai ramoscelli.

In origine, infatti, la scopa si costruiva utilizzando dei fasci di rami secchi.

Li raccoglievano e li fissavano con particolari legature intorno a un bastone che aveva la funzione di manico.

Più o meno come le scope di saggina che si trovano in vendita ancora ora.

Alcune piante erano particolarmente adatte, come le ericacee, infatti esiste l’erica scoparia che ha dei rami lunghi e sottili ed è semplicemente perfetta per questo scopo.

La presenza di grani presenti nei rami di saggina o ginepro costituivano una variante molto apprezzata, la cosiddetta “granata”.

La scopa è stata il primo strumento di cui si è servito l’uomo per pulire la propria abitazione o comunque i luoghi in cui viveva, inclusi gli esterni.

Fino alla seconda guerra mondiale si sono fabbricate e vendute scope di saggina prodotte nel Polesine, nel padovano e nel canavese.

In particolare nel paesino di Foglizzo, in provincia di Torino, si produceva una scopa pregiata in saggina rossa. Lo facevano nelle giornate invernali quando non si poteva lavorare nei campi.

Oggi le scope di questo tipo si importano principalmente dalla Cina e solo nel Polesine si trovano ancora alcuni artigiani che ne hanno ereditato la lavorazione a mano.

La scopa si è evoluta nel tempo

Con gli anni 50 la fabbricazione delle scope utilizza fibre sintetiche e, via via con il tempo, cambia volto fino ad arrivare a quello odierno.

Il manico oggi è realizzato in legno, acciaio, alluminio e la scopa da un materiale plastico e le due parti si collegano per avvitamento.

Le setole odierne sono disponibili in nylon, PVC, poliestere, setole naturali e altri materiali particolarmente adatti. Il tipo di setole cambia con le esigenze di utilizzo.

 

La scopa nelle leggende e nelle tradizioni popolari

Già gli egiziani attribuivano poteri magici alla scopa, spazzare nella casa significava, anche nella Grecia antica, scacciare le anime dei morti rimaste intrappolate.

I cristiani raffigurano Santa Petronilla e Santa Marta con una scopa, però secondo le leggende medievali, erano le streghe a utilizzarla per spiccare il volo.

Lo “spazzare via i guai” è un significato che si apprezza anche oggi. E, a capodanno, in qualche regione, si regala tuttora una scopa come portafortuna.

 

 

 

 

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