La mozzarella di bufala: una delizia tutta italiana

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Che spettacolo portare in tavola la mozzarella di bufala!

Prima di tutto andiamo a curiosare per scoprire da dove deriva la parola “mozzarella”: la nominiamo spesso ma, magari, non sappiamo come nasce.

In realtà questo termine proviene dal verbo “mozzare” e si riferisce a un’operazione che si svolge in caseificio.

Con le mani si prende un pezzo di cagliata filata e si staccano le singole mozzarelle usando, con abilità ed esperienza, gli indici e i pollici delle mani.

Ecco spiegato anche come si ricava la sua forma tondeggiante.

Le sue caratteristiche? Sceglietene una dal banco dei formaggi all’IperTosano e, non appena l’avrete portata a casa e aperta per gustarla, vi apparirà bianchissima, come la porcellana.

Se andate oltre la sua superficie liscia, scoprirete una consistenza elastica all’inizio e fondente poi.

Tagliandola con un coltello, uscirà il siero biancastro e si sprigionerà il suo sapore delicato e, allo stesso tempo, delicato.

In alternativa alla forma tondeggiante che include anche bocconcini, perline e ciliegine, trovate in commercio anche nodini e trecce che arrivano a pesare anche 3 kg.

 

La Dieta Mediterranea e la mozzarella di bufala

Il modello della Dieta Mediterranea, iscritta nelle liste del patrimonio culturale dell’umanità, si basa sugli alimenti di origine vegetale e di prodotti di origine animale, in particolare latte e formaggi.

La mozzarella di bufala è perfetta, perchè ha delle proprietà nutrizionali a dir poco eccezionali.

Digeribile, ha un basso contenuto di colesterolo e lattosio.

Apporta proteine ad alto valore biologico e un modesto contenuto di grassi.

Tra le sue qualità c’è anche il fatto che fornisce alte quantità di fosforo, calcio e vitamine idrosolubili del gruppo B, zinco e vitamina E.

Tutto contribuisce a constrastare l’attività dei dannosi radicali liberi.

In più, rispetto alla mozzarella vaccina, ha un apporto basso di sodio.

Per concludere diciamo che è squisita e la si può gustare al naturale oppure con l’aggiunta di un po’ di olio.

Ma si può inserire in mille ricette, a iniziare dalla pizza appena uscita dal forno.

 

 

 

 

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