Jumpsuit: la tuta cambia nome e diventa glam

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In passato la tuta ha avuto mille interpretazioni e, oltre a quella classica per fare ginnastica, immortale, oggi tutti parlano di jumpsuit.

Vi state chiedendo di cosa si tratta, vero? Le più trendy sanno già che è una delle tendenze top della bella stagione e che è stata rilanciata da una serie della piattaforma Netflix, “The serpent”.  Una fantastica rivisitazione delle tute degli anni 70.

C’è da dire che anche molte star e influencer internazionali hanno scelto di indossarla sia durante il giorno che, nella versione luxury, anche la sera.

I modelli sono moltissimi, interpretati con estrema fantasia e creatività dagli stilisti, che hanno adoperato molti materiali e infinite texture, oltre alle tute monocolore.

La modella Gigi Hadid è riuscita a rendere la tuta jumpsuit tremendamente sexy ed è diventata l’oggetto del desiderio per tantissime fans.

Potete trovarla in versione estiva con o senza maniche, oppure anche a maniche lunghe.

Qualcuno l’ha presentata anche come tuta da lavoro in perfetto street style ma, vi assicuriamo che sa diventare anche molto raffinata per follie notturne.

Un autentico must have di stagione!

 

Le jumpsuit più glam

Le tute state create nel 1920, da Ernesto Michahelles, in arte Thayaht un italiano molto creativo che le definiva “un abito universale… che dà completo agio di movimento”.

E oggi anche Zebra a Puà propone le proprie jumpsuit, coloratissime, pratiche e glam per tutte le occasioni.

Quest’estate le vedrete in denim, cotone e seta, semplici oppure ricche di particolari come applicazioni, stampate e decorate con fiocchi e rouches.

Basta anche solo cambiare gli accessori, come per esempio le scarpe, per interpretarle by day (tacco basso o stivaletto) oppure in versione notturna con i tacchi e una pochette scintillante.

I modelli che sono stati protagonisti delle sfilate internazionali sono tantissimi, floreali, con motivi geometrici, anche in versione camouflage.

Tra i colori dominanti ci sono il rosa, il rosso e il panna, ma le interpretazioni sono le più disparate.

 

 

 

 

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