Il toast: chi lo ha inventato?

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Chi non ha mai assaggiato un toast alzi la mano! Sono tra gli snack più diffusi, anche se questa parola, nei vari paesi ha un significato differente. Noi, questa volta, ci concentriamo sulla maniera italiana di prepararli, andiamo ad assaggiarli al Central Bar presso il parco commerciale I Giardini di Jesolo e vi raccontiamo qualche curiosità sulla loro origine.

Bere alla salute di…

Vi sembrerà assai strano, non tanto ciò che riguarda l’origine della parola, ma il significato che le era stato attribuito.  La parola toast deriva da una parola del francese antico e cioè “tostée” che significa “pezzo di pane arrostito”. E fin qui nulla di particolare.
Durante il Medioevo però, questo pezzo di pane, spesso era messo su una coppa di vino aromatizzato e la coppa veniva fatta passare tra gli invitati. La fetta di pane spettava di diritto al festeggiato che beveva per ultimo. Quindi il termine toast deriva da “bere alla salute di”!
Un episodio decisamente piccante ha come protagonista Anna Bolena, dalla celebrata bellezza.
Dumas, nel “Grande Dizionario di Cucina” racconta che, mentre la splendida futura moglie di Enrico VIII faceva il bagno circondata da molti corteggiatori, questi presero dei bicchieri e ognuno attinse alla sua vasca d’acqua bevendone il contenuto. Tutti tranne uno al quale fu chiesto il motivo del suo rifiuto.
La risposta? “Io mi riservo il toast”.

L’interpretazione attuale

I primi tostapane elettrici si chiamarono “toster” e furono inventati alla fine del 1800, fino ad allora il pane era scaldato su una padella. Lo scozzese Alan Mc Masters ne brevettò il primo elettrico ma non ebbe molto successo perchè l’elettricità non era ancora molto diffusa. Nel 1919 l’americano Charles Strite ne migliorò le caratteristiche, inventando il primo toster pop-up che, grazie al timer, scaldava il pane in modo perfetto, senza bruciarlo e poi lo faceva letteralmente saltar fuori dal toster. Questa invenzione ebbe un gran successo anche perchè fu parallela alla diffusione del pane in cassetta, da sempre l’ingrediente base di ogni toast.
Oggi, per toast, intendiamo invece una specie di sandwich, che ha iniziato a diffondersi verso la fine degli anni 40, e che è preparato con due fette di pancarré imbottite di formaggio e prosciutto cotto.
Dal toast normale al toast farcito il passo è assai breve, può anche cambiare il salume oppure il tipo di formaggio, oltre all’aggiunta di ortaggi e altri ingredienti saporiti. Si sono diffusi anche il toast vegetariano, vegano, e realizzato senza glutine per chi è intollerante oppure celiaco.
C’è chi nel listino presenta anche il tostone e preferisce, al pane in cassetta, sontuose fette di pane.
Il club sandwich è un’evoluzione graditissima, con l’uovo oppure senza. Anche qui le varianti sono infinite.

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