Il Martini Dry: storia e curiosità di un cocktail famosissimo

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Il Martini Dry è uno dei cocktail più conosciuti al mondo,  preparato nella versione classica oppure nelle varianti come lo Sweet Martini, il Perfect e il Vesper

Per gli amici cinefili, il Vesper è noto per essere il cocktail preferito dall’agente 007, James Bond.

Sulle sue origini ci sono più versioni contrastanti: la più accreditata lo riconduce all’italiano Martini, un ligure che avrebbe servito per primo questo drink al bar del Knickerbocker Hotel di New York nel lontano 1910, in omaggio a John D. Rockfeller.

Altri sostengono che il suo esordio fu precedente e lo fanno risalire alla fine del 1800 in California, a Martinez per la precisione.

Ma qui c’è della confusione perchè alcuni parlano di un barman di nome Martinez che lo servì a New Orleans. Sicuramente esisteranno delle altre versioni.

Ciò che è sicuro riguarda la sua ricetta, come ci spiega lo staff del Piper Bar che, di cocktail se ne intende.

Come preparare un buon Martini Dry

Ingredienti

  •  60 ml di gin
  • 10 ml di vermouth dry
  • scorza di limone
  • ghiaccio
  • olive verdi
Preparazione
Si riempie il mixing glass con il ghiaccio per raffreddare il bicchiere. Il Martini Dry si serve in una coppa ghiacciata che va messa quindi in freezer almeno 5 minuti prima che sia pronto.
Si utilizza la tecnica “Stir & Strain” e cioè il drink si mescola nel mixing glass con il ghiaccio e poi si filtra nel bicchiere freddo.
Il cocktail è talmente famoso da ribattezzare il bicchiere in coppa Martini, lo stesso che si usa per il Manhattan, il Margarita e il Daiquiri.
Va servito con delle olive che, volendo possono essere bagnate prima nel vermouth, oppure, in alternativa lo si accompagna con della scorza di limone.

 

 

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