Cioccolata calda in tazza: prima che arrivi il caldo
Se sei la golosità fatta persona, non perderai occasione per gustare una cioccolata calda in tazza.
Oggi puoi sceglierla in mille versioni: fondente, bianca, al latte e riempirla di panna montata, con una spolveratina di cacao.
Se ti piace lo speziato puoi sostituire il cacao con la cannella, una variante che conquista molti fans della cioccolata calda.
Questa bevanda ha una storia lunghissima. Infatti a coltivare e consumare il cacao erano i popoli precolombiani, a iniziare dagli Olmechi per poi citare i Maya che alla bevanda calda a base di cacao aggiungevano i fagioli.
La chiamavano “xocoatl” da “xocoztli” che sta per “piccante” ma vuol dire anche “amaro” a “atl” cioè acqua. Arrostivano i fagioli con il cacao e aggiungevano l’acqua e un po’ di pepe.
I chicchi di cacao, a quei tempi, erano preziosi al punto da essere usati come valuta di scambio.
Fu Colombo a inviare in Europa i primi semi di cacao ma, a quei tempi, non era facile coltivarlo.
Montezuma II fece assaggiare “la chocoatl” a Hernan Cortez, in quella versione era dolcissima, a base di cioccolato con vaniglia e spezie, con la consistenza del miele. In bocca si scioglieva ed era convinzione comune che si trattasse di una bevanda afrodisiaca.
La cioccolata calda in tazza arriva in Europa
Il conquistatore spagnolo inviò in Spagna molti chili di cacao e Carlo V° ne andava ghiotto al punto che ne fece un’esclusiva per le classi più abbienti. La inviava come regalo di nozze quando un membro della sua famiglia convolava a nozze con qualche nobile straniero.
Anche in questo modo la cioccolata trovò diffusione e fama in ogni corte d’Europa.
Non diffuse, però la ricetta, quindi, già a quei tempi, nacquero diverse leggende sulla ricetta.
Qualsiasi fosse stata, l’importante è che anche noi, oggi, possiamo goderne. Perciò, finchè il fresco fa indossare i cappotti approfittiamone per scaldarci al Piper!